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Conoscere il cancro al seno: 7 domande e 7 risposte essenziali

9 Ottobre 2023

Ottobre è il mese della prevenzione contro il cancro al seno, un mese ricco di iniziative a promozione degli screening precoci, arma fondamentale per riuscire a sconfiggere la patologia che attualmente colpisce circa 48mila donne all’anno.

Nelle prossime righe cerchiamo di dare risposte di facile comprensione alle domande più ricorrenti sul cancro al seno, perché pensiamo che la consapevolezza e la conoscenza sono strumenti fondamentali nella lotta contro il tumore al seno, sempre, non solo nel mese di ottobre.

Cancro al seno sintomi?

I sintomi del tumore al seno possono variare da persona a persona, ma alcuni segni comuni includono la presenza di un nodulo o ispessimento al seno, cambiamenti nella forma o dimensione del seno, arrossamento o gonfiore della pelle, secrezioni anomale dal capezzolo e dolore persistente.

Tuttavia, è importante sottolineare che molti sintomi possono essere causati da condizioni diverse dal cancro al seno, quindi una diagnosi accurata richiede una valutazione medica approfondita.

Inoltre, per quanto concerne i noduli al seno va ricordato che circa il 90% di essi non sono forme tumorali maligne. Ricordiamo che, se si notano cambiamenti o sintomi sospetti, è consigliabile consultare immediatamente un medico.

Quanti sono i tumori al seno?

Ci sono diversi tipi di tumori al seno, ma i principali includono:

  1. Carcinoma duttale infiltrante (o invasivo): questo è il tipo più comune di tumore al seno ed è caratterizzato dalla crescita delle cellule cancerose attraverso la parete dei dotti del seno.
  2. Carcinoma lobulare infiltrante (o invasivo): questa tipologia ha inizio nelle ghiandole lobulari del seno e può diffondersi ad altre parti del corpo.
  3. Carcinoma duttale in situ (o non invasivo): le cellule cancerose si sviluppano nei dotti del seno, ma non si diffondono oltre la parete dei dotti.
  4. Carcinoma lobulare in situ (o non invasivo): compare nelle ghiandole lobulari del seno senza diffondersi altrove.
  5. Altri tipi rari: ci sono vari sottotipi di tumori al seno meno comuni, come il carcinoma infiammatorio del seno o il carcinoma mucinoso.

La diagnosi specifica e il trattamento dipendono dal tipo e dalla stadiazione del tumore al seno. È importante consultare un medico per una valutazione accurata.

Qual è il tumore al seno più aggressivo?

Il tumore al seno più aggressivo è generalmente il carcinoma duttale invasivo di tipo triplo negativo (TNBC). Questo tipo di cancro al seno è chiamato “triplo negativo” perché le cellule tumorali mancano dei recettori per gli ormoni estrogeni e progesterone e del recettore del fattore di crescita HER2.
La mancanza di questi recettori rende il TNBC più difficile da trattare con terapie mirate e lo rende generalmente più aggressivo rispetto ad altri tipi di tumori al seno.
È importante notare che non tutti i tumori al seno triplo negativi si comportano allo stesso modo, e la prognosi può variare notevolmente da persona a persona. La diagnosi precoce e il trattamento tempestivo sono fondamentali per affrontare qualsiasi tipo di tumore al seno.

Quanto tempo ci vuole perché il tumore al seno si sviluppi?

Il tempo che un tumore al seno impiega per crescere può variare notevolmente da persona a persona e dipende da diversi fattori, tra cui il tipo di tumore, la sua aggressività, il sistema immunitario dell’individuo e altri fattori genetici e ambientali. In generale, i tumori al seno crescono lentamente, ma ciò può variare considerevolmente.

È importante sottolineare che la maggior parte dei tumori al seno viene rilevata tramite screening o percepita tramite autoesame o esame medico quando sono ancora piccoli. La diagnosi precoce gioca un ruolo fondamentale nel migliorare le prospettive di trattamento e sopravvivenza. Pertanto, è essenziale monitorare regolarmente la salute del seno e sottoporsi a screening appropriati in base all’età e ai fattori di rischio individuali.

Quali fattori aumentano il cancro al seno?

I fattori di rischio per il tumore al seno includono:

  1. Sesso e età: essere una donna e l’invecchiamento aumentano il rischio.
  2. Storia familiare e genetica: la presenza di parenti di primo grado con il tumore al seno o mutazioni genetiche come BRCA1 e BRCA2 aumenta il rischio.
  3. Esposizione agli ormoni: l’uso di terapia ormonale sostitutiva, in particolare per lunghi periodi, può essere un fattore di rischio.
  4. Storia personale di tumori al seno: chi ha già avuto un tumore al seno ha un rischio maggiore di svilupparne un altro.
  5. Mestruazioni precoci o menopausa tardiva: l’inizio delle mestruazioni prima dei 12 anni o la menopausa dopo i 55 anni possono aumentare il rischio.
  6. Gravidanza e allattamento: non aver mai avuto figli o averli dopo i 30 anni può aumentare il rischio.
  7. Obesità: l’obesità, in particolare dopo la menopausa, è un fattore di rischio.
  8. Alcol e fumo: il consumo eccessivo di alcol e il fumo di tabacco sono associati a un aumentato rischio.
  9. Esposizione alla radiazione: essere stati sottoposti a trattamenti radioterapici in giovane età aumenta il rischio.
  10. Alcuni fattori ambientali: esistono indizi che l’esposizione a sostanze chimiche tossiche e l’inquinamento atmosferico possano contribuire al rischio.

È anche vero che molte persone con tumore al seno non presentano fattori di rischio evidenti.

Come ridurre il rischio del cancro al seno?

Per ridurre il rischio di sviluppare il tumore al seno, è possibile adottare alcune misure di prevenzione. Di seguito alcuni comportamenti utili.

Partecipare a programmi di screening come la mammografia in base alle raccomandazioni mediche e all’età; imparare a eseguire l’autoesame regolare del seno per rilevare eventuali cambiamenti e consultare un medico in caso di anomalie.
Leggi il nostro articolo sulla prevenzione per fasce d’età.
Inoltre, è fondamentale mantenere un peso corporeo sano, seguire una dieta equilibrata e praticare l’esercizio fisico regolarmente.

Uno stile di vita sano significa anche ridurre o evitare il consumo di alcol e fumo e l’esposizione al fumo passivo.

Molto importante è discutere con il medico i potenziali rischi e benefici della terapia ormonale sostitutiva, evitandola o utilizzandola con cautela se necessario.

Secondo i dati, è preferibile allattare al seno per la durata raccomandata, monitorare i fattori di rischio familiari o genetici e, infine, evitare l’esposizione a sostanze chimiche nocive.
Ricorda che la prevenzione non garantisce l’assenza del tumore al seno, ma può ridurre il rischio complessivo. La diagnosi precoce attraverso il monitoraggio regolare e la consulenza medica sono fondamentali per affrontare la malattia in modo efficace.

Cosa vuol dire HER2 negativo?

HER2 negativo significa che il tumore al seno in questione non esprime un’elevata quantità del recettore del fattore di crescita umano epidermico 2 (HER2).
Il test HER2 viene utilizzato per valutare se il tumore al seno esprime questo recettore, poiché la sua sovraespressione può rendere il tumore più aggressivo. HER2 negativo indica che il recettore HER2 non è sovraespresso e che il tumore al seno in questione non risponde ai trattamenti mirati a HER2, ma potrebbe essere trattato con altre opzioni terapeutiche.

E HER 2 positivo?

HER2 positivo significa che il tumore al seno esprime un’elevata quantità del recettore del fattore di crescita umano epidermico 2 (HER2). La sovraespressione di HER2 è associata a una crescita più rapida delle cellule tumorali e a una maggiore aggressività del tumore al seno. Tuttavia, questa caratteristica offre anche un’opportunità terapeutica, poiché i tumori HER2 positivi possono rispondere in modo particolarmente efficace ai farmaci mirati come il trastuzumab (Herceptin) e altri farmaci anti-HER2. Il trattamento mirato a HER2 può aiutare a rallentare la crescita del tumore e migliorare le prospettive di sopravvivenza per le persone con tumori al seno HER2 positivi.

Quanti anni si può vivere con un tumore al seno?

La sopravvivenza nel caso di un tumore al seno dipende da molti fattori, tra cui il tipo di tumore, lo stadio in cui è stato diagnosticato, la risposta al trattamento e la salute generale del paziente. Molte persone con tumore al seno vivono a lungo dopo la diagnosi e conducono una vita normale.

Infatti, oggi circa il 90% delle donne sopravvive a 5 anni dalla diagnosi, mentre la probabilità di vivere ancora 4 anni, dopo aver superato il primo anno dalla diagnosi, è del 91%.

Per fortuna o, meglio, grazie alla ricerca, dalla fine degli anni ‘80 si osserva un a costante diminuzione dei decessi per cancro al seno (- 0,8 l’anno), risultati ottenuti mediante la diffusione delle diagnosi precoci e di terapie sempre più efficaci.