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Quando funziona la chemioterapia: come misurarne l’efficacia

20 Novembre 2023

La valutazione dell’efficacia della chemioterapia nel trattamento dei tumori è un tema cruciale e complesso.
Spesso, si fa riferimento a diversi parametri per determinare quanto efficacemente questo trattamento possa contrastare la progressione tumorale e migliorare la qualità di vita dei pazienti.

È vero che la chemioterapia non funziona?

Sul portale Tumoremaeveroche, nato in collaborazione con Fondazione AIOM, proprio per combattere e bloccare le fake news sul cancro, ci confrontiamo con tutta la complessità dell’argomento.
Basta dare un’occhiata alle notizie che il portale cerca di confutare e, in particolare, c’è una domanda che ci ha colpiti: è vero che nel 97% dei casi la chemioterapia non funziona?

La risposta degli esperti è, ovviamente, no.

Nel testo che ne segue si fa riferimento a una ricerca, pubblicata nel 2004 e condotta da Morgan & Co. sul beneficio assoluto della chemioterapia nella cura di alcuni tumori.

Ai nostri esperti la ricerca, seppur indicativa, appare lacunosa, poiché non considera molti tipi di tumore per cui la chemioterapia ha mostrato tutta la sua efficacia e valuta solo la sopravvivenza a 5 anni.

Quali sono i parametri che, invece, andrebbero considerati?

Misurando l’efficacia della terapia chemioterapica

La misurazione dell’efficacia della chemioterapia coinvolge diversi parametri standard.
Uno di questi è la “risposta obiettiva“, che indica la riduzione delle dimensioni della massa tumorale.
Un altro parametro cruciale è il ritardo nella progressione della malattia, noto come “sopravvivenza libera da progressione“. Inoltre, si considera la capacità di prolungare l’aspettativa di vita dei pazienti, identificata come “sopravvivenza globale“.
Ebbene, proprio tenendo in considerazione parametri con reale fondamento scientifico, la chemioterapia ha mostrato negli anni tutto il suo “potere” nella lotta contro il cancro.

Miglioramento nel tempo

Con il passare degli anni, si è notato un miglioramento nella sopravvivenza per tumore e in diversi stadi della malattia. Questo miglioramento è stato attribuito a vari fattori, tra cui le tecniche chirurgiche più avanzate e le terapie di supporto migliorate. Tuttavia, un ruolo significativo è stato ricoperto anche dalle terapie farmacologiche antitumorali, tra cui la chemioterapia.

Quando si usa la chemioterapia?

Oggi, la chemioterapia è utilizzata per trattare sia i tumori ematici sia quelli solidi.

Il paziente si sottopone a chemioterapia quando il tumore è in uno stadio avanzato e l’intervento non è consigliabile, non sono disponibili trattamenti mirati specifici per quel particolare tipo di tumore, come farmaci che agiscono su bersagli molecolari o anticorpi monoclonali specifici, e la radioterapia è poco indicata.

Inoltre, spesso la chemio è somministrata prima dell’intervento chirurgico (chemioterapia neoadiuvante) per ridurre le dimensioni del tumore e agevolarne la rimozione. In altre circostanze, viene eseguita dopo l’intervento chirurgico di asportazione del tumore (chemioterapia adiuvante) per eliminare eventuali cellule maligne residue e, di conseguenza, ridurre il rischio di recidiva.

C’è una lunga lista di neoplasie oggi curabili con la chemio, dai linfomi (Hodgkin e non Hodgkin) alla leucemia, al tumore al seno, al colon retto, sono molti i progressi fatti dal 2004, anno della pubblicazione della citata ricerca.

È vero, esistono tumori resistenti alla chemioterapia, a causa di mutazioni genetiche o adattamenti cellulari. La resistenza limita l’efficacia del trattamento e richiede approcci alternativi, come terapie mirate o immunoterapia, che riescono a contrastare la progressione tumorale.

Inoltre, la chemio agisce sulle cellule maligne, ma anche sui tessuti sani e in particolare quelli dell’apparato gastro-intestinale, le cellule dei follicoli piliferi e le cellule del midollo osseo da cui hanno origine le cellule del sangue, determinando la comparsa degli effetti collaterali.

Effetti collaterali dei farmaci chemioterapici e impatto sulla qualità di vita

È importante considerare che la chemioterapia, pur essendo un trattamento efficace, provoca effetti collaterali significativi. I pazienti possono sperimentare nausea, perdita di capelli, affaticamento e altri disturbi, che influenzano la qualità di vita durante il trattamento.
Questi effetti variano da persona a persona e dipendono anche dalla tipologia e dalla dose della chemioterapia somministrata.

Abbiamo parlato di effetti collaterali e qualità di vita in un precedente articolo, puoi leggerlo qui. Trovi anche informazioni su come funziona la chemioterapia.

In conclusione, la valutazione dell’efficacia del farmaco chemioterapico è complessa e coinvolge diversi parametri.

Nonostante le criticità negli studi e gli effetti collaterali, la chemioterapia rimane uno strumento vitale nel trattamento di diverse forme di tumore.

Il miglioramento continuo delle terapie antitumorali continua a offrire speranza ai pazienti e ad aumentare le prospettive di sopravvivenza, anche se i relativi effetti collaterali richiedono un’attenta gestione per migliorare la qualità della vita dei pazienti durante il trattamento.