Il cancro: perché fa così tanta paura?
Il cancro è tra le malattie, forse, la più temuta.
Il solo pensare alla diffusione del cancro genera ansia, stress e negazione delle reali possibilità di guarigione, ma questo perché?
Sicuramente è una malattia molto diffusa, nonostante esistano malattie che generano più sofferenza e mortalità, il fatto che ovunque si parli di cancro, che non ci sia persona al mondo che non abbia vissuto in prima persona o sulla pelle di amici, familiari, conoscenti la Malattia, ce la fa sentire come una minaccia impellente.
È vero, la sopravvivenza post cancro è notevolmente aumentata negli ultimi anni, ma tornando alla paura, ad aggravare questa percezione, c’è il fatto che il cancro sia molto diffuso tra i giovani, perché, ammettiamolo, se il tumore fosse diffuso solo tra gli over 60 farebbe meno paura.
Inoltre, conosciamo i fattori di rischio che ci permettono di prevenire il cancro, ma abbiamo come la sensazione che il cancro colpisca in maniera casuale.
Banalmente, quante volte sentiamo dire da un fumatore incallito che una persona di sua conoscenza ha il cancro ai polmoni pur non avendo mai fumato?
Tale incertezza accentua l’ansia e il senso di impotenza nei pazienti e nelle loro famiglie. Inoltre, gli effetti collaterali devastanti delle terapie tradizionali, come chemioterapia, radioterapia e interventi chirurgici, si traducono in impatti fisici e psicologici significativi.
La perdita di capelli, la nausea persistente, la fatica cronica e altri effetti indesiderati delle cure rappresentano solo una parte degli svantaggi che accompagnano il percorso di cura. Questi fattori contribuiscono ad amplificare la percezione di angoscia e incertezza, rendendo il cancro una malattia molto temuta.
Troviamo conferma di quanto detto fin ora in una recente ricerca del Censis sulle malattie che generano più paura negli italiani.
Vediamo insieme i risultati.
Censis: gli italiani temono il cancro, ma credono nella prevenzione
Nella ricerca il cancro è in cima alla lista delle malattie che generano maggior paura negli italiani.
Secondo i dati, i tumori rappresentano la patologia più temuta, incutendo paura nel 69,6% dei genitori e nel 67,7% delle donne. Tale timore è seguito dalla preoccupazione per le demenze (42,7% dei genitori e 47,7% delle donne), le patologie che causano non autosufficienza fisica (28,9% sia tra i genitori che tra le donne) e le malattie cardiovascolari (18% e 11,9% rispettivamente).
La ricerca evidenzia anche che oltre due italiani su tre credono nella prevenzione anticancro.
Il 69,1% dei genitori e il 65% delle donne ritengono che i tumori siano prevenibili.
In particolare, i controlli medici preventivi sono indicati dal 79,9% dei genitori e dall’84,2% delle donne come strategia primaria di prevenzione.
Tuttavia, nonostante l’importanza della prevenzione, emerge una lacuna nell’informazione riguardante l’Hpv-test. Mentre il Pap-test è conosciuto da quasi tutte le donne, solo il 51,3% dei genitori è a conoscenza dell’Hpv-test, strumento di prevenzione più recente.
Anche se l’88,4% delle donne afferma di aver ricevuto consigli sul Pap-test, solo il 42,6% ha ricevuto suggerimenti sull’Hpv-test. La consapevolezza sull’Hpv come principale responsabile del cancro al collo dell’utero e sull’importanza della vaccinazione è ancora limitata.
Un dato preoccupante è l’effetto della pandemia da COVID-19 sulle pratiche di prevenzione, di cui a distanza di qualche anno ancora si sentono gli effetti.
È essenziale promuovere una maggiore consapevolezza sull’Hpv e sull’importanza della vaccinazione, oltre a incoraggiare la continuità degli screening e dei controlli medici, anche in periodi di emergenze sanitarie come la pandemia da COVID-19. Educare la popolazione sui mezzi di prevenzione e promuovere uno stile di vita sano sono fondamentali per contrastare la diffusione del cancro e garantire un futuro più salutare per tutti.
In conclusione, il cancro rimane una delle principali sfide per la salute pubblica, e una maggiore consapevolezza sia dei rischi che delle possibilità di guarigione concorrerebbe a renderla una malattia tra le tante, diffusa, difficile, a tratti devastante, ma non impossibile da combattere e vincere!
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