Antiossidanti: il ruolo preventivo nel tumore alla prostata
Gli esperti della Società italiana di Andrologia (SIA) fanno chiarezza sull’efficacia degli antiossidanti contenuti in alcuni cibi, come i frutti rossi, i pomodori cotti e il tè verde, nella prevenzione del tumore alla prostata e nella riduzione della tossicità e progressione della malattia.
Le conclusioni degli esperti arrivano da un’approfondita analisi della letteratura scientifica, ove è possibile rintracciare notevoli conferme all’efficacia preventiva e proliferativa di alcune sostanze come le epigallocatechine, il licopene, il resveratrolo e il pterostilbene.
Il tumore alla prostata con oltre 36mila casi annui è il più diffuso tra la popolazione maschile.
Nella fase iniziale è asintomatico e per questo risultano molto importanti i programmi di screening che analizzano il dosaggio dell’antigene prostatico (PSA) e le tecniche di indagine come l’ecografia e la risonanza magnetica.
La diagnosi precoce permette una guarigione pari al 90% dei casi.
Ai programmi di screening medico, va affiancata l’analisi dei fattori di rischio, quali lo stile di vita, la pregressa storia familiare, l’età avanzata e l’alimentazione.
Come più volte sottolineato, anche in questa sede, il fumo, il consumo eccessivo di grassi saturi, derivati del latte, possono avere un ruolo importante nello sviluppo della malattia.
La ricerca medica, però, ha messo in commercio farmaci e integratori naturali che hanno il potere di prevenire l’insorgenza del cancro alla prostata, anche in quei pazienti con elevata probabilità di sviluppare lesioni cancerose.
Antiossidanti: prevenzione e controllo della malattia
Molte ricerche confermano il ruolo preventivo di alcune sostanze naturali, come le epigallocatechine e il lipocene, sostanze antinfiammatorie e antiossidanti contenute per lo più nel tè verde e nei pomodori.
Secondo un recente studio, i pazienti con elevato rischio di sviluppare il tumore alla prostata che assumono regolarmente epigallocatechine contenute nel tè verde riducono del 60% il rischio di ammalarsi, l’80% per una assunzione di almeno due anni, rispetto a chi assume sostanze placebo.
Un’ulteriore analisi, che ha viste coinvolte circa 700mila persone, dimostra come il licopene, principio attivo presente nel pomodoro, meglio se cotto, ha un effetto protettivo proporzionale alla sua concentrazione nel sangue.
La riduzione del rischio varia dal 12% fino al 26% nei casi di tumori più aggressivi.
Il resveratrolo, presente nell’uva, è ottimo sia nella fase preventiva sia come coadiuvante dei trattamenti tumorali per le sue proprietà antinfiammatorie.
Inoltre, una ricerca appena pubblicata sulla rivista Cancer Prevention Research descrive l’efficacia preventiva del pterostilbene, un antiossidante contenuto nelle arachidi o nel mirtillo.
Ruolo chiave nel trattamento del cancro alla prostata sembra avere anche l’acido ellagico del melograno.
L’efficacia di queste sostanze è maggiore se assunte con integratori, che non vanno considerati la cura miracolosa di tutti i tumori, ma vanno consumati sotto prescrizione medica e affiancati da uno stile di vita sano.
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