Tumore al seno metastatico: buoni i risultati sulle pazienti trattate con trastuzumab deruxtecan
Lo studio DESTINY Breast03 ha l’obiettivo di confermare la maggiore efficacia di
trastuzumab deruxtecan rispetto a trastuzumab emtansine nella cura del cancro al seno metastatico HER2- positivo.
I risultati dello studio in fase 3 sono stati pubblicati sulla rivista The Lancet.
Lo studio giunto ormai in fase tre è svolto prendendo in considerazione i dati di 169 centri di studio dislocati in America, Asia e Europa.
Lo studio è randomizzato e multicentrico e si è rivolto a pazienti con un’età maggiore dei 18 anni, che abbiano o abbiano trattato in passato un tumore mammario HER2- positivo con trastuzumab e un taxano.
Trastuzumab e pertuzumab, in combinazione con un taxano, sono raccomandati come terapia standard di prima linea per le pazienti con carcinoma mammario HER2-positivo avanzato o metastatico, sulla base dei risultati di uno studio precedente.
Le pazienti sono state assegnate in modo casuale (1:1) a ricevere trastuzumab deruxtecan 5,4 mg/kg o trastuzumab emtansine 3,6 mg/kg, entrambi i farmaci somministrati per infusione endovenosa ogni 3 settimane.
La randomizzazione è avvenuta in base alla storia personale della paziente, al tipo di recettore ormonale e al precedente trattamento con pertuzumab.
Ogni strato è stato randomizzato a blocchi di 4.
L’endpoint, letteralmente il “punto di fine osservazione” rispetto all’outcome, efficacia-sopravvivenza globale, è la sopravvivenza libera da progressione mediante revisione centrale indipendente in cieco e l’endpoint secondario è la sopravvivenza globale, legata ai concetti di sicurezza ed efficacia.
699 pazienti sono state sottoposte a screening per l’idoneità, 524 quelle selezionate.
Quest’ultime assegnate casualmente a ricevere trastuzumab deruxtecan o trastuzumab emtansine.
La durata mediana del follow-up dello studio è stata di 28,4 mesi con trastuzumab deruxtecan e 26,5 mesi con trastuzumab emtansine.
La sopravvivenza libera da progressione mediana alla revisione centrale indipendente in cieco è stata di 28,8 mesi con trastuzumab deruxtecan e di 6,8 mesi con trastuzumab emtansine.
Inoltre, l’insorgenza di eventi avversi, come la malattia polmonare interstiziale o la polmonite correlata al farmaco si è verificata in 39 (15%) pazienti trattati con trastuzumab deruxtecan e in otto (3%) pazienti trattati con trastuzumab emtansine.
Conclusioni:
Trastuzumab deruxtecan ha mostrato un miglioramento significativo della sopravvivenza globale rispetto a trastuzumab emtansine nelle pazienti con carcinoma mammario metastatico HER2-positivo, nonché la sopravvivenza mediana libera da progressione più lunga. Il profilo di sicurezza del farmaco è più gestibile con una durata del trattamento più lunga.
Per approfondimento, ecco il link dell’articolo completo.
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