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Fumo e nuove generazioni: sfide e prospettive

9 Agosto 2023

I dati di una nuova ricerca sul fumo in Lombardia confermano come a influenzare questo comportamento sia in primis il contesto sociale.

Il fumo, indubbiamente, occupa una posizione di rilievo tra i fattori cosiddetti “modificabili”, cioè tra i comportamenti considerati ad alto rischio tumore, che appartengono alla sfera delle decisioni personali del soggetto.

Prendendo spunto dai dati di una recente ricerca sul fumo in Lombardia, ribadiamo il nostro impegno contro il tabagismo, soprattutto per sensibilizzare le nuove generazioni.

La Lombardia, come altre regioni, non è immune dalle sfide poste dal consumo di tabacco.
Fumare è un’abitudine intrisa di connotazioni culturali e sociali difficili da debellare, nonostante la ricerca abbia dimostrato legami significativi con l’insorgenza di vari tipi di cancro, tra cui quello al polmone, alla gola e alla vescica.

Vediamo ora i risultati della ricerca della società di ricerca SWG sulle abitudini di fumo in Lombardia, i quali possono essere estese anche al resto del paese.

Esaminando l’incidenza del consumo di tabacco in Lombardia in concomitanza con la Giornata Mondiale Senza Tabacco 2023, emergono dati rilevanti che evidenziano la necessità di un impegno rinnovato per contrastare il fenomeno, coinvolgendo, come anticipato, soprattutto le giovani generazioni.

La Giornata Mondiale Senza Tabacco, celebrata il 31 maggio scorso, rappresenta da sempre un momento cruciale per valutare il panorama del tabagismo e rafforzare la lotta contro questa abitudine, partendo dalla consapevolezza che il consumo di tabacco costituisce la principale causa di morte evitabile.

La ricerca sul fumo in Lombardia

La società di ricerca SWG ha condotto uno studio esaustivo sulle abitudini legate al tabacco in Lombardia, con l’intento di indagare le scelte e i modelli di consumo tra i fumatori, esaminando sia l’uso della sigaretta tradizionale che i nuovi dispositivi, nonché la comprensione effettiva degli effetti generati da tali dispositivi.
Inoltre, l’indagine ha cercato di descrivere le ragioni che spingono i giovani ad avvicinarsi al fumo.

I risultati della ricerca sono stati presentati presso la Fondazione Feltrinelli a Milano, in un evento che ha visto partecipare esperti della LITL e dell’Istituto Mario Negri.

Secondo Marco Alloisio, presidente LITL Milano Monza Brianza, i nuovi dispositivi usa e getta attraggono soprattutto le nuove generazioni, che asseriscono come un aumento dei prezzi e dei divieti rappresenti un deterrente importante alla riduzione dei consumi.
Ecco perché si spinge sempre di più verso un divieto totale anche a livello europeo.

Alla ricerca hanno partecipato circa 1450 fumatori, con un’età compresa tra i 18 e i 70 anni.
I dati indicano una situazione molto simile a quella dell’anno scorso, con un leggero calo dei fumatori tradizionali e un aumento di chi utilizza dispositivi elettronici da soli o in combinazione con la sigaretta.

Le scelte di consumo appaiono diversificate, si denota un trend crescente dei dispositivi usa e getta, in particolare tra gli under 24.
A spingere i giovanissimi verso il fumo, la curiosità è tra i fattori più importanti.

Tra le donne, le fumatrici tradizionali sono il 57% del totale; il fumo è usato per rilassarsi, un terzo dei fumatori ha cominciato prima dei 16 anni, influenzato dall’ambiente sociale.

Fumo: un prezzo elevato da pagare

Quanto spende di solito un fumatore in Lombardia? La spesa settimanale per tabacco e dispositivi svapo è di circa 25 euro a settimana, 1300 euro l’anno.
In altre parole, va in fumo ogni anno uno stipendio medio di un lombardo.
Molti vogliono smettere, perché considerano fumare una dipendenza o perché la considerano come una sfida, quasi il 70% ha fatto un tentativo di smettere, ma solo una piccola percentuale raggiunge l’obiettivo.


Tra fumatori occasionali e irremovibili

La percentuale di fumatori incalliti è relativamente bassa (dal 25% al 40% del totale dei fumatori attuali) e sembra poco influenzabile da iniziative di contrasto. Uno su quattro ritiene che non dovrebbero esserci strategie pubbliche per ridurre il fumo, ma un divieto totale avrebbe un impatto particolarmente significativo sui giovani. Infatti, nel gruppo di età tra i 18 e i 24 anni, ben il 69% smetterebbe di fumare. Questa percentuale diminuisce all’aumentare dell’età. Tuttavia, solo il 30% ritiene il provvedimento valido.

Affrontare questa problematica richiede un approccio multiplo. Educazione e sensibilizzazione sono fondamentali per informare il consumatore sugli effetti nocivi del fumo e per promuovere i benefici derivanti dallo “smettere”.
Inoltre, politiche di controllo del tabacco e divieti di fumo in luoghi pubblici hanno dimostrato di avere un impatto positivo nella riduzione del consumo e, di conseguenza, nella prevenzione dei tumori correlati.

In conclusione, il fumo rappresenta un fattore modificabile di primaria importanza tra le cause dei tumori. La Lombardia, con i suoi dati sull’incidenza dei tumori legati al tabacco, ci offre un quadro chiaro dell’impatto devastante di questa abitudine sulla salute.
Sconfiggere il cancro richiede uno sforzo da parte di tutti, attraverso l’informazione, la regolamentazione e la promozione di stili di vita più sani.

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