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Pillole anticoncezionali con progesterone: uno studio conferma il lieve aumento del rischio tumore al seno

10 Luglio 2023

Un recente studio conferma un aumento di circa 20-30% del rischio di tumore al seno per chi, soprattutto dopo i 35 anni, fa uso di anticoncezionali progestinici. Nessun allarme, però, secondo gli oncologi: bisogna valutare benefici e contrindicazioni caso per caso.

Nell’ambito della salute femminile, è fondamentale approfondire la correlazione tra l’uso di anticoncezionali e il rischio di sviluppare il tumore al seno. La questione ha suscitato un ampio dibattito nella comunità scientifica e richiede un’analisi approfondita basata su dati scientifici validi.

A convalidare la relazione tra alcuni tipi di anticoncezionali e rischio tumore al seno è un nuovo studio condotto nel Regno Unito su oltre trentamila donne.
Secondo i dati c’è un aumento del rischio pari al 20-30% a prescindere dal tipo di anticoncezionale utilizzato, sono compresi quindi la minipillola, la spirale e gli anticoncezionali che combinano estrogeni e progestinici.
Il rischio nella popolazione media (senza familiarità) è pari al 12%, usando anticoncezionali può arrivare al 16%.

 Secondo Laura Cortesi – oncologa presso l’azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena – il dato è davvero interessante. Peraltro, la ricerca conferma quanto già mostrato in un precedente studio del 2017: la comunità scientifica era già ampiamente convinta della relazione tra rischio e anticoncezionali estro-progestinici, quello che fa riflettere è l’accento su quelli progestinici, il cui uso è molto cresciuto negli ultimi anni. Vediamo ora nel dettaglio come è stato organizzato lo studio.

Lo studio

I dati provengono dal database del Clinical Practice Research Datalink (CPRD).

9.500 donne, tra i 20 e i 49 anni, con tumore mammario invasivo sono state confrontate con oltre 18mila donne senza tumore al seno (simili per diverse caratteristiche, quali l’età).
Dal confronto, emerge che circa il 44% di chi ha avuto un tumore al seno fa uso di anticoncezionali, rispetto al 30% dell’altro gruppo, detto di controllo.
I ricercatori, avendo eliminato altri fattori, sono partiti proprio da questo dato e hanno dimostrato che dopo 5 anni di contraccezione, c’è un aumento del rischio molto limitato nella fascia d’età 16-20 anni, invece, è maggiore tra le 35-39enni.

Pillola e rischio tumore al seno: nessun allarmismo

Analizzando i dati più da vicino, il rischio per la popolazione femminile è molto basso, questo anche nei casi di tumore della cervice uterina.
Inoltre, non bisogna dimenticare i benefici della pillola sulla riduzione del rischio del cancro ovarico, endometrio e colon-retto.
In definitiva, i dati sono frutto di studi osservazionali e non possono stabilire a monte un legame, ma solo una correlazione.
Inoltre, vanno considerati i rischi di una mancata contraccezione soprattutto tra le più giovani e di conseguenza le valutazioni vanno fatte caso per caso, soprattutto per la fascia d’età over 35.

Considerazione particolare deve essere fatta per le donne che presentano mutazioni genetiche che predispongono al cancro al seno, all’ovaio e ad altri tipi di tumori, come ad esempio le mutazioni BRCA.
In tali casi è importante che la paziente sia stata adeguatamente informata su benefici e svantaggi sull’uso degli anticoncezionali.

 In conclusione, la correlazione tra l’uso di anticoncezionali e il tumore al seno è un argomento complesso che richiede un’attenta valutazione caso per caso.
È fondamentale coinvolgere un team multidisciplinare per una valutazione personalizzata, che tenga conto non solo dell’uso di anticoncezionali, ma anche di altri fattori di rischio individuali, come la presenza di mutazioni genetiche o la storia familiare di tumori al seno.
La salute è un bene prezioso, e la decisione riguardante la contraccezione dovrebbe sempre essere presa in modo responsabile e informato, tenendo conto di tutti i fattori individuali.