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Come l’AI potrebbe rivoluzionare la lotta contro i tumori

12 Giugno 2023

Grazie alle potenzialità dell’AI, gli esperti possono analizzare grandi quantità di dati medici e genetici, individuare con precisione i tumori e personalizzare le terapie in modo da massimizzare l’efficacia dei trattamenti.

ProstaID è il software, autorizzato dalla Food and Drug Administration, in grado di individuare il cancro alla prostata nelle scansioni alla risonanza magnetica.
Ma quello alla prostata non è l’unico tipo di tumore per cui si stanno sperimentando nuove soluzioni diagnostiche grazie all’Intelligenza artificiale, per esempio nei laboratori di ricerca del MIT di Boston è stato sviluppato un modello – chiamato Mirai – capace di predire con un elevato grado di certezza la diagnosi di cancro al seno.

L’Intelligenza Artificiale è sempre più presente nel mondo della medicina e sta rivoluzionando il modo in cui i medici affrontano la diagnosi e la cura dei tumori. Grazie alle potenzialità dell’AI, gli esperti possono analizzare grandi quantità di dati medici e genetici, individuare con precisione i tumori e personalizzare le terapie in modo da massimizzare l’efficacia dei trattamenti. Non sorprendono, quindi, i dati dell’ultimo Future Health Index: il 67% dei direttori di ospedali, di centri medici privati, poliambulatori e centri di medicina d’urgenza ha indicato l’Intelligenza artificiale come principale obiettivo degli investimenti futuri e ben un 85% degli intervistati dichiara che nei prossimi tre anni investirà prevalentemente in questo campo.

ProstaID: Ai e tumore alla prostata

Come anticipato, la Food and Drug Administration ha autorizzato l’utilizzo di un software in grado di individuare il cancro alla prostata dalla post elaborazione delle scansioni alla risonanza magnetica.
ProstaID funziona grazie a una serie di algoritmi di apprendimento automatico, addestrati nell’analisi di numerosi insiemi di immagini MRI, interpretazioni radiologiche, biopsie e risultati di laboratorio di patologia. Attraverso tali algoritmi, il software è in grado di generare una mappa colorata del tessuto sano, in cui vengono evidenziate eventuali anomalie. Il programma assegna un punteggio di probabilità a ciascuna lesione.

Grazie alla sua tecnologia, ProstatID permette di superare le limitazioni della visualizzazione umana, semplificando lo screening del tumore a basso costo. Ciò consente una misurazione più rapida della ghiandola prostatica e la rilevazione tempestiva di eventuali lesioni sospette di natura cancerosa. I medici possono beneficiare di una maggiore precisione nella diagnosi e nel mirare il cancro per gli esami di follow-up.

Il tumore alla prostata non è l’unico a trovare giovamento dal contatto con l’Intelligenza artificiale, infatti nei laboratori del MIT di Boston, è stato sviluppato. Mirai, un software il cui algoritmo lavora su circa 200mila mammografie. Mirai potrebbe essere davvero una risorsa per la diagnosi del cancro al seno.
Ancora molta strada c’è da fare, perché i dati reperibili dalle mammografie, come la densità dei tessuti o la presenza di macchie, sono ancora limitati per fornire dati certi, ma la direzione sembra essere quella giusta.